Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... ormai è qua!
Un senso a questa storia. 2009. Clicca
E poi chiedimi chi erano i Beatles.
sabato 24 novembre 2012
mercoledì 24 ottobre 2012
E POI MI TACCIO
Promesso! Scrivo queste due righe su questa (vergognosa) vicenda del ricorso di Renzi al Garante per la Privacy e poi mi taccio. http://www.luciadelgrosso.it/?p=453
sabato 20 ottobre 2012
IL CAPRO ESPIATORIO
Brutto vizio quello di addossare le colpe ai capri espiatori. http://www.luciadelgrosso.it/?p=440
mercoledì 17 ottobre 2012
REGGI IL CINESE
Uno di questi giorni dirò perché sostengo Bersani alle primarie. Quando
avrò finito di dire perché non voterò Renzi. Potrei anche non fare in
tempo per il 25 novembre, ogni giorno si aggiunge un motivo nuovo.
Quello di oggi è grave. Perché ....... http://www.luciadelgrosso.it/?p=433
domenica 14 ottobre 2012
Gli aspiranti bettolesi
Una cosa l'ho capita: comunque vada, ne sarà valsa la pena. Scegliere il PD, scegliere Bersani mi ha già fatto incontrare persone meravigliose, amici e compagni nella politica e nella vita.
Sono stata a Bettola questa mattina, un "pellegrinaggio" alla pompa di benzina e all'officina meccanica di papà Giuseppe, fino al bar della piazza in cui Pierluigi, ragazzo di provincia, fece il suo primo comizio. Da allora sempre impegnato a "restare fedele agli ideali della gioventù", per citare un grandissimo Berlinguer. E sempre saldamente attaccato alle radici, quelle profonde della famiglia, perché "senza radici non ci sono foglie nuove".
Ma questa giornata SPLENDIDA nel piacentino non sarebbe stata la stessa senza la compagnia di Ornella, Matilde, Gessica, Claudia, Andrea, Davide, Pietro e molti altri che non nomino solo per brevità. E' proprio vero che la felicità è reale solo se condivisa.
Si può vincere, si può perdere, noi comunque ce la faremo... E questi miei anni di militanza (per ora pochi, ma diventeranno tantissimi) sono già un'esperienza che può riempire degnamente una vita. Allora grazie a tutti, ai bettolesi che un po' straniti ci hanno accolto e soprattutto, come ha detto il padrone di casa, agli "aspiranti bettolesi". Cioè noi, il collettivo. L'apparato, se preferite.
sabato 13 ottobre 2012
Il Nobel e un sogno di Europa condiviso. Anche con Pierluigi Bersani
Il Nobel all’Unione Europea può sembrare un assurdo.
E invece, no: non lo è.
La Ue, e tutte le forma di organizzazione che l’hanno preceduta, hanno cambiato l’Europa e il mondo.
La Ue, e tutte le forma di organizzazione che l’hanno preceduta, hanno cambiato l’Europa e il mondo.
Niente più guerre nel nostro continente, ma tavoli a cui
ci si siede da pari, per parlare, discutere, litigare, decidere. Ma senza più
bombe, senza più spari, senza più morti. Niente più guerre in Europa, ma pace.
E’ un grande sogno l’Europa.
Uno dei miei grandi sogni,
almeno. Un’unica Nazione, con tante lingue diverse e leggi uguali. E con gli
stessi diritti per tutti.
Credo fosse questo che pensavano i grandi sognatori durante
quel massacro che fu la seconda guerra mondiale. A questo pensava De Gasperi,
nella biblioteca vaticana. A questo pensava Spaak nel Belgio occupato. E a questo
pensavano Adenauer e Schouman mentre Germania e Francia contavano i morti. E a
questo pensava Altiero Spinelli al confino.
Menti grandi, che passavano sopra all’oggi e guardavano al
domani. E al dopo. E che ci hanno lasciato una eredità fatta di difficoltà
organizzative e meraviglia.
Tocca a noi,ora, andare avanti. Tocca a noi fare l’ultimo
pezzo di strada, trasformare quel sogno, fatto contro ogni logica e sotto le bombe, in realtà.
A Reggio Emilia, Bersani ha raccontato di Spinelli e del suo sogno. Ha parlato, direttamente, esplicitamente, di Stati Uniti d’Europa. E’ solo un modo di chiamare quella Nazione che verrà, e non è il nome che importa. Importa che si vada verso una Costituente Europea che ci dia una Unione Politica, salda, seria e vera.
Per questo, anche per questo, votiamo Bersani alle Primarie.
A Reggio Emilia, Bersani ha raccontato di Spinelli e del suo sogno. Ha parlato, direttamente, esplicitamente, di Stati Uniti d’Europa. E’ solo un modo di chiamare quella Nazione che verrà, e non è il nome che importa. Importa che si vada verso una Costituente Europea che ci dia una Unione Politica, salda, seria e vera.
Per questo, anche per questo, votiamo Bersani alle Primarie.
Per il bel vento
che farà soffiare sull’Europa.
E sul nostro futuro.
giovedì 11 ottobre 2012
COMUNQUE BERSANI dedicato a Matilde
Sperando di non fare troppa pubblicità a un competitor, voglio raccontare che mi sono imbattuta per caso nella campagna-primarie di Nichi Vendola. L'ho studiata un po', così, per curiosità, e perché da (quasi) tutti si può imparare qualcosa: ebbene, per slogan immagini e 'strategia virale' è secondo me davvero ben fatta. Lo riconosco con sportività. Renzi, Bersani #OppureVendola è per certi versi geniale, funziona.
Piace a me e piace a molti altri giovani. I contenuti però sono un'altra cosa eh... per questo ci ho pensato bene, ho ragionato, ho riflettuto e alla fine... COMUNQUE BERSANI! E adesso posso lanciare l'hashtag su twitter!
Mussolini, giù le mani dall'aeroporto!
scritto da
Lodovico Zanetti, pres. circolo ANPI centro storico di Forlì
Gessica Allegni consigliera provinciale Forlì Cesena
La proposta di intitolare l'aeroporto di Forlì a Benito Mussolini apparsa oggi su Il Resto del Carlino, fatta del presidente di Unindustria, Massimo Balzani è semplicemente vergognosa. Sarebbe indegna in qualsiasi città d'Italia, sarebbe indecente in qualsiasi luogo di Forlì Ma chiamare quell'aeroporto che fu teatro di una strage nazifascista che vide l'uccisione di 42 vittime innocenti con il nome di uno dei mandanti, sarebbe uno sfregio alla memoria di quei martiri.
Nel 2007 fu posta una lapide in ricordo di quei morti:
"Un distaccamento di fanatici nazisti li uccise segretamente e li seppellì in buche di bombe d’aereo all’aeroporto di Forlì nel settembre 1944.
I loro nomi rimasero ignoti, i loro corpi non identificati.
Dopo 63 anni la comunità forlivese e i familiari incidono i loro nomi sulla pietra
per tramandare memoria alle future generazioni.
Delle quarantadue vittime uccise all’aeroporto di Forlì nel Settembre 1944
dieci furono identificate nella seconda metà degli anni quaranta
e sepolte nei cimiteri di residenza (le epigrafi riportano i loro nomi)
e sette vittime identificate di religione ebraica
sono sepolte qui a fianco. "
Diciamo basta al revisionismo sulla Resistenza.
Forlì non dimentica i suoi morti per la libertà del nostro paese.
Affermiamo il nostro sedegno e la nostra riprovazione su questo tentativo di cancellare la storia, e di sdoganare Mussolini.
La sentenza storica la pronunciò lui stesso , quando intervenne alla Camera , sull'omicidio Matteotti:
"Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!"
E sul fatto che il fascismo sia stata una associazione a delinquere non abbiamo dubbi. E non si intitolano aeroporti ai criminali.
Sostieni questa battaglia con noi!
Firma e sostieni su "Mussolini, giù le mani dall'aeroporto"
mercoledì 10 ottobre 2012
Fatti non foste a viver come bruti
A parte la "finezza", ma che si fa a dire che Firenze è piccola e brutta? http://www.luciadelgrosso.it/?p=427
Agenda Bersani, Agenda Europea
(scritto da Federico Sichel)
Penso che Bersani abbia il giusto profilo per guidare il Paese nella fase che verrà, perché senza alcuno sforzo e con assoluta spontaneità è l'uomo del "noi" della collettività e del gruppo, l’uomo che unisce testa e cuore, al punto tale che riesce a non contrapporre alla così detta agenda Monti, un’agenda Bersani, ma va oltre e parla di agenda europea; un'agenda che, condivisa con i progressisti, socialisti e democratici europei, riesca a valorizzare quanto di buono questo anomalo governo è riuscito a fare, aggiungendo una serie di cose che le contingenze hanno impedito: come, per esempio l'equità e una maggiore attenzione alla cosiddetta economia reale con i problemi reali, delle persone reali e normali: agli esodati occorre dare risposta e dire che non ci sono i soldi, non è una risposta accettabile; le imprese di ogni dimensione sono in fortissima difficoltà, spesso con forti responsabilità dell'apparato pubblico e pure qui occorre trovare una soluzione che non può prescindere da uno stato che torna a progettare e investire e un sistema bancario che torni a fare il proprio mestiere e in genere la forte perdita del potere d'acquisto, questo nuovo aumento iva crediamo che vada nella direzione sbagliata (anche se accompagnato da riduzione irpef); bisogna andare oltre e uscire da questa spirale di austerità e depressione causata dalla medicina Monti per curare la malattia Berlusconi.
Il sostegno a Bersani, non è un atto fideistico, il tifo di un fan o la sbandata di un momento, ma è il naturale approdo dopo la aver raggiunto la consapevolezza che rinnovamento, almeno in questo Paese, non è inventarsi cose nuove, magari affascinanti e di richiamo, ma avere le capacità di saper concretizzare quello che si dice e vuole fare. Dopo anni di promesse non mantenute, è questo il rinnovamento che gli Italiani si aspettano e di cui hanno assoluto bisogno per uscire da questa spirale di menzogne e anomalie.
L'esperienza e la storia personale, politica e amministrativa di Bersani, ci dicono con inequivocabile certezza che è lui ad avere il profilo per guidare questo processo e, come sempre, lo farà vestendo non i panni di un capo che ordina, ma di un generale che guida e organizza, facendo anche girare la ruota…
martedì 9 ottobre 2012
Io mi compro una Smemoranda
Ho solo 26 anni, la pensione è un pensiero (un miraggio?!) per me lontano. Ma la questione degli ESODATI la sto seguendo e mi fa particolarmente arrabbiare: il governo non ha stime e numeri precisi, il governo non sa cosa fare... La proposta del sempre bravo Cesare Damiano convince tutti i partiti di questa "strana" maggioranza, ma non la Fornero.
Intervenendo su questo tema drammatico, Bersani mi è proprio piaciuto. Si è espresso con forza e sincera preoccupazione, con una dichiarazione di cui condivido perfino le virgole:
«Sugli esodati il governo dica qualcosa, non può limitarsi a dire che non c'è copertura. Altrimenti nell'anno di grazia 2013 avremo alcune migliaia di persone senza salario, senza pensione, senza ammortizzatori. Non si può accettare che questi lavoratori rimangano senza niente, il governo dica cosa intende fare».
«Sugli esodati il governo dica qualcosa, non può limitarsi a dire che non c'è copertura. Altrimenti nell'anno di grazia 2013 avremo alcune migliaia di persone senza salario, senza pensione, senza ammortizzatori. Non si può accettare che questi lavoratori rimangano senza niente, il governo dica cosa intende fare».
Insomma, il sostegno leale e responsabile a Monti era ed è necessario (abbiamo già spiegato il perché tante volte), ma qualche appuntino glielo facciamo e nel 2013 corriamo tutti a comprarci un'agenda Smemoranda... che è meglio. Non so se mi spiego.
lunedì 8 ottobre 2012
Merito e giustizia sociale
Non è che noi sostenitori di Bersani siamo per l'assunzione di medici macellai negli ospedali, ma crediamo che il concetto di merito resti spoglio se non ........ http://www.luciadelgrosso.it/?p=420
domenica 7 ottobre 2012
Perchè Bersani è il "noi"...
Pubblichiamo le parole di Alessia sul perché ha deciso di sostenere Bersani.
Non sono bellissime? :)
"Bersani è la competenza unita a passione e generosità. E' la concretezza, il bagno di realtà di cui abbiamo bisogno, senza perdere speranza nel futuro. E' il noi, il collettivo, la figura che unisce; è l'agire insieme per il bene comune. E' una proposta chiara per i diritti, l'economia e il lavoro; è un'idea di Paese, la visione dell'Italia, il solo progetto di cui mi sento parte. E poi al Segretario voglio bene, è più forte di me".
Non sono bellissime? :)
"Bersani è la competenza unita a passione e generosità. E' la concretezza, il bagno di realtà di cui abbiamo bisogno, senza perdere speranza nel futuro. E' il noi, il collettivo, la figura che unisce; è l'agire insieme per il bene comune. E' una proposta chiara per i diritti, l'economia e il lavoro; è un'idea di Paese, la visione dell'Italia, il solo progetto di cui mi sento parte. E poi al Segretario voglio bene, è più forte di me".
Caro Bersani ti scrivo...

"Bersani, ti voglio bene"
scritto da Gessica Allegni, mercoledì 12 settembre 2012
Sono passati 3 giorni dal discorso di chiusura di Pierluigi Bersani alla festa nazionale del PD e sono andata a rileggermi il testo integrale di quell’intervento, che sul momento mi aveva commosso e restituito energie, passione, voglia di lottare, tutte cose che per fare politica sono per me fondamentali.
Poi tornata casa e a confrontarmi coi problemi quotidiani, a scontrarmi coi compagni e gli amici che la pensano (come è normale che sia) diversamente da me, o con le persone che poco si informano e poco si interessano ma che sono convinte che faccia tutto schifo e sia tutto marcio e da buttare quelle energie e quelle speranze un po’ mi sembrava di averle perse…
Allora, dicevo, mi sono riletta quell’intervento da capo a fondo e ho scoperto che stavano ancora tutte lì, intatte.
So bene che chi mi conosce non trova nulla di nuovo nella mia “fedeltà” a Bersani, che da molti è considerata scontata o addirittura (la cosa che mi dà più fastidio in assoluto) acritica e cieca. Invece io vorrei dirvi ancora una volta che questo Segretario per me è il più grande Segretario che il PD abbia avuto e per quanto mi riguarda il più grande Segretario che io abbia mai conosciuto da quando milito in un partito. Non trovo in nessun altro la stessa dedizione, la stessa responsabilità, disponibilità, l’enorme pazienza e umanità che trovo in lui.
Di quasi nessun politico posso dire finora, come posso dire di lui, che non mi abbia mai deluso.
E vi prego di credere all’onestà delle mie parole.Non sono certo una che le manda a dire, in questo senso non ho affatto le doti diplomatiche e strategiche del perfetto politico, amo dire quello che penso esattamente come lo penso e questo mi ha creato spesso problemi, a volte anche giustamente, perché nella vita e così in politica gli schiaffoni servono, eccome.
Ma per questo non mi si può accusare di mancanza di spirito critico.
C’è qualcosa di più però verso Bersani di una spinta ideale, questo lo ammetto.
C’è vero e proprio affetto, condivisione sentimentale, non so come dirlo senza esagerare, ma quando parla mi fido come se mi parlasse mio padre, perché lo vedo, lo sento che crede a quello che dice, che lui ha a cuore il mio futuro come quello di tutti gli altri giovani di questo paese, perché lui è uno che il suo Paese lo ama visceralmente.
Guardate a me basterebbe questo a decidere di votarlo ancora.
Ma accanto a questo c’è molto altro, c’è una visione lunga, c’è capacità progettuale, ci sono le doti migliori del tipico amministratore emiliano romagnolo, la concretezza, la forza delle idee che diventano realtà, la capacità di interpretare i bisogni delle persone e tramutarli in servizi, in risposte amministrative.
Nell’intervento che oggi ho riletto è ripetuta più volte la parola LAVORO, il lavoro come orizzonte, il lavoro come salvezza, il lavoro come promessa che deve essere mantenuta.
Ci sono i giovani, le donne e i loro diritti.
Ci sono gli omosessuali, i sindacati, ci sono gli immigrati, in una parola ci sono GLI ITALIANI, le donne e gli uomini di questo paese e il loro ruolo nella società.
C’è una persona che non si rivolge alla “gggente” ma ai cittadini come individui, portatori di diritti e doveri, come anche di speranze e paure, ma parte di un destino comune, c’è una carica emotiva (alla fine scusate ma ritorno lì) quasi travolgente che diventa struggente sul finale con la citazione di Alcide Cervi che mette un riferimento identitario solido più di quanto ogni statuto e ogni carta dei valori del PD abbiano saputo fare finora.
Io ero a Reggio con un gruppo di compagni “pazzi” come me.
Per tutto il tempo abbiamo cantato, fatto cori, applaudito Pierluigi Bersani, come faremmo con “uno di noi”. Perché così lo sentiamo, un caposquadra che potrà condurci fino alla vittoria dopo un campionato difficile e pieno di insidie, un caposquadra che ci darà anche qualche “cazziatone” quando esagereremo negli attacchi a quello che noi consideriamo un avversario ma che lui considera un altro membro della squadra. In fondo sappiamo che ha ragione quando ci invita ad essere uniti e a sentirci tutti parte di una stessa comunità. Anche se questo non cambierà il mio giudizio su Renzi (e non mi impedirà di dire ciò che penso di lui) io questo atteggiamento e la scelta non dovuta di cambiare lo statuto per permettergli di correre alle primarie, li rispetto, non fanno che aumentare la mia stima oltre all'invidia per una pazienza che sono certa, io non avrò mai.
Comunque, alla fine del comizio mi si è avvicinato un compagno anziano, dell’istituto Cervi, mi ha detto: veniteci a trovare, il vostro entusiasmo di oggi è ciò di cui abbiamo bisogno. “Grazie” mi ha detto. Basta così poco, per sentirsi in grado di poter fare così tanto.
Basta un segretario così.
Che bel tempo che fa #PB2013
sabato 6 ottobre 2012
On line #pb2013!
E' on line il sito di Pierluigi Bersani per le primarie del centrosinistra 2013!
E' un sito completo e ricco di opportunità per informarsi, partecipare, scaricare materiali utili per ampliare la partecipazione, entrare in rete con i comitati diffusi sul territorio, seguire la campagna attraverso le foto, i video, i tweet e gli aggiornamenti su Facebook!
Ci aspettano grandi cose!
Stay Tuned!!
Il coraggio della politica
Intervento di Pierluigi Bersani all'assemblea nazionale del PD
Roma, 6 ottobre 2012
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