sabato 13 ottobre 2012

Il Nobel e un sogno di Europa condiviso. Anche con Pierluigi Bersani


Il Nobel all’Unione Europea può sembrare un assurdo. 
E invece, no: non lo è.
La Ue, e tutte le forma di organizzazione che l’hanno preceduta, hanno cambiato l’Europa e il mondo. 
Niente più guerre nel nostro continente, ma tavoli a cui ci si siede da pari, per parlare, discutere, litigare, decidere. Ma senza più bombe, senza più spari, senza più morti. Niente più guerre in Europa, ma pace.
E’ un grande sogno l’Europa. 
Uno dei miei grandi sogni, almeno. Un’unica Nazione, con tante lingue diverse e leggi uguali. E con gli stessi diritti per tutti.
Credo fosse questo che pensavano i grandi sognatori durante quel massacro che fu la seconda guerra mondiale. A questo pensava De Gasperi, nella biblioteca vaticana. A questo pensava Spaak nel Belgio occupato. E a questo pensavano Adenauer e Schouman mentre Germania e Francia contavano i morti. E a questo pensava Altiero Spinelli al confino.
Menti grandi, che passavano sopra all’oggi e guardavano al domani. E al dopo. E che ci hanno lasciato una eredità fatta di difficoltà organizzative e meraviglia.
Tocca a noi,ora, andare avanti. Tocca a noi fare l’ultimo pezzo di strada, trasformare quel sogno, fatto contro ogni logica e  sotto le bombe, in realtà.
A Reggio Emilia, Bersani ha raccontato di Spinelli e del suo sogno. Ha parlato, direttamente, esplicitamente, di Stati Uniti d’Europa. E’ solo un modo di chiamare quella Nazione che verrà, e non è il nome che importa. Importa che si vada verso una Costituente Europea che ci dia una Unione Politica, salda, seria e vera.
Per questo, anche per questo, v
otiamo Bersani alle Primarie. 
Per il bel vento che farà soffiare sull’Europa. 
E sul nostro futuro.

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